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Xmpp: il protocollo libero

Ne esistono a decine di app per chattare, ma come abbiamo scritto più volte, le più diffuse, siano quelle di Meta, Whatsapp e Facebook o Telegram, sono proprietarie. E. per quanto riguarda quelle di Meta, a codice chiuso, quindi dovete fidarvi di quel che Zuckerberg scrive sulle “intenzioni” d’uso, ovvero che sono sicure.

Mentre in realtà non lo sono

Quindi, per chi non si fida, e fareste bene a non fidarvi, se non volete che i vostri metadati siano merce per multinazionali affamate di dati o per istruire la IA con gli stessi, esistono delle valide alternative.

Una di queste, la più datata, è il protocollo XMPP.

Un protocollo libero, aperto, pubblico sviluppato da Jeremie Miller nel 1998, con decine di migliaia di server XMPP in esecuzione su Internet oggi, e milioni di persone che lo usano per la messaggistica istantanea attraverso applicazioni come Gajim (per il desktop) o Conversations (per Android).

XMPP (aka Jabber) è un protocollo open source federato: questo significa che se hai un account registrato su un determinato server potrai comunque parlare con gli utenti dell’intera rete XMPP/Jabber, perché i server si parlano fra loro. Puoi entrare in contatto con chiunque semplicemente aggiungendo alla tua rubrica il suo Jabber ID, analogamente a come faresti con un numero di telefono o un indirizzo email.

XMPP fornisce sia chat singole, che di gruppo, queste ultime possono essere pubbliche (mostrate nell’elenco delle MUC disponibili sul server) o private (accessibili solo agli utenti invitati).

Usa di default un protocollo di crittografia molto robusto, Omemo, a prova di spioni.

Provatelo. E liberatevi dell’invasività delle chat proprietarie e nocive: Meta è stata ed è parte attiva nel sostenere il criminale Trump e censura la resistenza palestinese sostenendo l’occupazione israeliana.

Posted in Luddisti.


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